mercoledì 14 novembre 2007

Nihil Ei Legaverunt Mihi

Eredità

Nell'anemico albore
Di un giorno, di un
Tresette sbancato,
Sfilo il mio decoro
Borghese, come
Un'ipodermica croce
Di buone intenzioni.
Un pasto veloce
E vecchi oggetti,
Dei nonni il passato
Pallore mi strina
La faccia con garbo
E cerata indulgenza
All'ombra dei pioppi.

lunedì 12 novembre 2007

Ille Quod Fluminem Fert

Lamento Per Un Amore Sepolto

Dondolavo,
Sulle balaustre, da cui
Oppio e gerani,
Intrecciano i petali
In bicromica danza,
Anacronica sponda
Di un fiume stagnante;
Ed il gocciolare di
Morte stagioni,
Picchiettava risentito
Sulle mie iridi
Di vetro affumicato.

Un nugolo di sgraziate
Armonie ombreggiò
La signora d'avorio,
Cui dedico ogni mia notte,
E come stormo d'aironi
Defunti,
S'alzò dal letto perlaceo
Del fiume,
Aleggiando verso le odorose
Terrazze, in cui il tempo
Tappezza la mia bara
Di foglie.

Chi è che porta la pira
Prima dell'ora?
Non voglio sfilare
I mie artigli
Dal cuore del satiro,
Che mi nutre con acerbe
Essenze di elleboro.
Ma ahimè la Luna
E' beffarda,
Ed il rimpianto si squaglia
Sui contorni stellati
Della disillusione.

sabato 10 novembre 2007

Ecce Homo Comicus

Dentro Un'Anima Comica

Un sudario di cipria
Indossa il mio specchio,
Rifrange, scheggiato,
Battimani come ronzio
Di mosche annoiate
Celando tra comiche e
Ottoni di segatura
Le crepe di un trucco
Salso, preludio falso
Di una esilarante
Sconfitta.

giovedì 8 novembre 2007

Et Is Vitam Ab Memoriis Separavit

Isole

Cristallo di libri sfogliati,
Come onde
Da venti, chiome di naufraghi.
Sirene e cordame
Di parole insane e relitti,
Reliquie di un'ora
D'incerto e gitano vagare,
Mentre gia' a Zefiro
Isole d'esilio aprono i porti.
Sulla mia pelle,
Sotto le prime stelle,
Affiorano snelle
Tracce di loto, cenotafi sommersi
Di occasionali abissi,
Infrangendo paure di cui
Non ho memoria,
Se non scogli privi di storia.

mercoledì 7 novembre 2007

Qui Tempis Perditis Manet?

In Soffitta

Nel servizio dei giorni
Di festa, conservo con cura
Tutta la mia amarezza
E sogni di seta grezza,
Ammucchiata e sparsa
Tra la cenere di vecchie
Carte patinate, ritagli
Di comignoli,
Ottusi ninnoli,
Che paiono annuire
Al ticchettare servile,
Del mio tempo che
Accenna a sbiadire.

Sine Respicere Ambula

Passeggiata A Novembre

Miriadi, agitata polka
Di chiodi sul selciato
E cippi corrosi
Come spalle di schiavi,
Come ponti di navi,
Come muschio stuprato
Dal grondare impietoso
Delle falde di un solingo
Autunno.

martedì 6 novembre 2007

Ratio Scribenda

Le Ancore Di Atlantide

Gocciolare adamitico
Di pensieri in grassetto,
Sullo specchio di nero
Alabastro e solitario ferro,
Come stoppie in ottobre,
Abbandonate.
Ali insozzate e pesanti.
Ponti rampanti all'infinita
Malia di zenzero, che
Intinge di claustrofobica
Astuzia le mie bende
Ingiallite; scuse per non
Partire.